Varoufakis: la vera intervista al Corriere (non quella che è stata pubblicata)

Se ne è reso conto lo stesso Varoufakis che ha provveduto , nel suo blog a pubblicare l’intervista originale in inglese. Potete leggerla QUI . Su quanto pubblicato dal CdS professore ha detto , letteralmente : “But beware: The Italian text there is a summary of my answers and, in my view, offers a distorted version of my original answers in English (including the awful title) – which you can read here…” – “Ma attenzione: il testo in italiano là è un sommario delle mie risposte e, nella mia visione, offre una visione distorta delle mie risposte originali in inglese (incluso un titolo orribile) ” ……

Eccovi la traduzione fedele:

Come va ? Vi siete pentito di esservi dimesso? Vi mancano i vostri mesi come Ministro ?

Personalmente sto rifiorendo, anche se la situazione in Grecia dopo la nostra resa del 13 luglio è triste e non promette nulla di buono per la Grecia o per l’Europa. E’ la reazione nei miei confronti della gente per la strada, in Grecia, in Italia,in Francia, pure in Germania, in congiunzione con la libertà di perseguire la mia agenda politica fuori dalle costrizioni del governo che mi danno molta gioia. Mi manca fare il ministro ? Assolutamente no. Essere ministro è stato  un dovere che valeva la pena svolgere finchè si era guidati da dei principi. I miei successori, al contrario, hanno il compito di gestire una orribile resa. Non li invidio. Dopo tutto se lo facessi non mi sarei dimesso.

La tensione che avete vissuto durante la primavera e l’estate hanno avuto influenza nelle vostre relazioni personali?

No per nulla. I veri affetti ed amicizia sopravvivono a queste prove. I miei cinque mesi al governo mi hanno portato nuovi amici  sinceri, mentre le mie dimissioni hanno svelato quelli falsi.

Vi è piaciuto essere un modello di stile, essere additato come un sex symbol, avere fan come una rock star ?

No. Ho detestato lo star system per tutta la mia vita. Sarebbe stato il colmo dell’ipocrisia apprezzarne i risultati  quando, per qualche ragione a me sconosciuta, lo stesso sistema mi ha elevato su un falso piedistallo.

Pensa che questo tipo di attenzione sia stato negativo per il suo successo come negoziatore ?

No, L’ostilità che ho affrontato non era personale e non aveva nulla a che fare con la mia immagine pubblica. Era semplicemente dovuta all’audacia del nostro governo di dire “No” al fallito programma della troika.

I suoi colleghi erano a disagio con la sua popolarità?

Dovreste chiederglielo. A me non pareva.

Si dice che abbia finito un nuovo libro. Può dirci il titolo ed i contenuti principali ?       

In tutta la mia vita, per lo meno dal 1989 , sto finendo qualche libro ! Cos’, si,sto per dare il tocco finale ad un libro che era quasi finito prima delle elezioni di gennaio ma che avevo lasciato  nel momento in cui sono diventato ministro. Il titoli è “Ed  i deboli soffrono quanto devono” (sarà pubblicato a New York dalla Nation Books). Il tema non è niente di meno che la storia dell’euro…

Ha dichiarato di essere pronto a lavorare su un progetto continentale per una Nuova Sinistra. A Frangy-en-Besse ha incontrato Arnauld Montebourg. Avete pianificato qualcosa di concreto? Il progetto sta andando avanti? In che modo?

Decisamente. E non siamo solo noi due. Siamo una parte di una rete pan europea dedicata alla democraticizzazione dell’Eurozona. Faremo presto un annuncio formale.

Qual’è per voi il significato di “Sinistra” in politica?

Aristotele definiva la democrazia come il sistema in cui i poveri, che son sempre la maggioranza, governano. In questo senso la Sinistra è la custode della democrazia.ponendo in evidenza come le decisioni che colpiscono la maggioranza devono essere prese dai loro  rappresentanti, nel loro interesse e senza piegarsi alle direttive dei pochi potenti che controllano la maggioranza materiale delle risorse. Democraticizzare l’Eurozona , anche se solo nel senso di portar una dose di democrazia liberale  nell’Eurogruppo potrebbe essere una buona partenza per rinvigorire le sinistre italiane, greche, spagnole e tedesche

Tsipras ha vinto il referendum che rifiutava un Memorandum d’Intesa (MoU) duro, ma poi ha accettato un MoU ancora più duro. Ha capito il perchè ?

Certo che lo capisco, anche se non sono in accordo con la sua scelta. La ragione che lo ha convinto è che lo hanno minacciato di espellere la Grecia dall’Eurozona in una maniera che avrebbe fatto danni indicibili ai greci più deboli. Si è trattato di un colpo terribile alla democrazia europea. La mia visione era , comunque, diversa. il 62% ottenuto al referendum , secondo me, ci dava la seguente indicazione: cercate un accordo onorevole nell’Eurozona, ma se la leadership europa non vuole un accordo onorevole, lasciatele fare del suo peggio. Non arrendetevi, ma ci siamo arresi….

Il suo “Piano B” era realizzabile ? Era un atto di “alto tradimento”?

Sarebbe stato un alto tradimento non avere un  Piano B, nel momento in cui tutti gli altri lo avevano.  Era realizzabile ? questa è una domanda difficile. Per essere operativo , sarebbe dovuto venire allo scoperto, ma nel momento in cui il ministro delle finanze inizia anche solo una discussione accademica sull’”Uscita”, ci sarebbe il panico dei risparmiatori, il ritiro dei depositi, la BCE avrebbe tolto la spina le banche avrebbero chiuso ed avremmo avuto l’uscita prima che di poter fare un’adeguata discussione pubblica. La conclusione è che un piano B può essere preparato solo ad un livello astratto. La sua attivazione sarebbe comunque problematica ed a costi elevati. Questo non significa chiaramente, che i costi possano essere, nel lungo termine, superiori ai costi di una costante capitolazione alle domande oltraggiose della trojka.

Cosa sta accadendo con le privatizzazioni? La Germania comprerà i beni della Grecia per degli spiccioli ? Questo era parte del piano tedesco?

Vorrei pensare che questo non era nelle intenzioni del governo tedesco. Detto questo io avrei consigliato che Berlino chiedesse alle aziende tedesche di stare lontane dalle svendite a saldo delle privatizzazioni greche, a meno di non voler far apparire alla Germania come chi si approfitta di una nazione sconfitta.

Lei ha parlato di “Terrorismo europeo” e di “Piano di Schaeuble per provocare una Grexit”. E’ sempre della stessa opinione ?

Non ho parlato di terrorismo europeo. I giornalisti dovrebbero imparare , per lo meno, l’arte di riportare in modo accurato. Quel che ho detto è che gli elettori greci, nella settimana che precedeva il referendum, erano terrorizzati con le immagini di banche chiuse de dal terrore che le banche non si sarebbero mai riaperte se avessero votato “no”.  Questo è corretto. La chiusura delle banche diffonde un’enorme paura in un’economia moderna. Il terrorismo è il conseguimento di un fine politico tramite la diffusione della paura. Gli elettori greci sono stati sottoposti a questa pratica. Come per il piano del dottor Schaeuble di amputare la Grecia dall’Europa, non è solo una questione di mia opinione. Mi ha detto che la Grexit era l’unica soluzione.

Voi avete detto che il fantasma della Grexit era un modo per rafforzare la disciplina di stile tedesco. Cosa rende i sistemi sociali italiano, spagnolo e francese un problema per la Germania ?

La riluttanza ad accettare un potere superiore fiscale che possa porre il veto al loro bilancio nazionale.

Voi avete sempre pensato che l’euro possa essere riformato. Dato che “I tecnici non eletti  gestiscono l’Eurogruppo”, che vi è un deficit democratico nelle istituzioni europee, che vi è una stagnazione economica, avete ancora la stessa opinione ?

Sto lottando per mantenere la mia fede.

Lei ha detto che “La ristrutturazione del debito è un prerequisito del successo delle riforme per la Grecia”. L’Europa non ha permesso nessuna ristrutturazione del debito. Allora la grecia non si sta riformando?

Nessuna nazione avvolta in una Grande Depressione può riformarsi in modo sensato. Finchè il debito non sarà ristrutturato la spirale debito-deflazione che alimenta la nostra Grande depressione continuerà.

L’attuale Memorandum risolverà la crisi greca o fronteggeremo una  nuova crisi greca?

Io ed alexis Tsipras entrammo in disaccordo perchè lui pensava che un nuovo memorandun fosse l’unica alternativa al piano del Dottor Schaeuble. Io invece ho visto il primo come una parte del secondo. Speriamo che, quando avverrà la prossima minaccia di Grexit, l’Europa si sarà riunita edil piano del Dottor Schaeuble venga messo da parte in favore di un Piano Pan Europeo di ricostruzione, un New Deal europeo.

Si candiderà alle elezioni ? perchè no ?

Non mi presenterò a queste elezioni. La Syriza che ho servito non esiste più, spezzata dalla nostra umiliante resa. Non desidero unirmi al  nuovo partito che è emerso dalla scissione, per cui sto dirigendo la mia attenzione là dove si può trovare la soluzione: l’Europa.

La democrazia europea è a rischio?

La Grecia si è arresa il 13 luglio, ma è stata la democrazia che ha ricevuto una ferita mortale.Fino a quando gli Europei non comprenderanno che la loro economia è gestita da pseudo tecnici non eletti e non responsabili, che commettono un grosso errore dopo un altro. la nostra democrazia rimarrà soltanto una finzione nella nostra immaginazione collettiva.

Qui finisce la vera intervista a Yanis Varoufakis. Ora capirete perchè Yanis, nel suo blog, si è sentito in dovere di disconoscere, almeno parzialmente, la paternità dell’intervista pubblicata in Italia.

Si ringrazia Scenarieconomici.it

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