Pensioni, l’unione europea in pressing sul Governo

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Padoan esclude una manovra. Ma i 10 miliardi di rimborsi pesano sul deficit. Bruxelles chiede un piano in una settimana. E gela Renzi sul tesoretto. Pil +0,6%.

In Europa «la primavera è arrivata e sarà più soleggiata delle precedenti». Così il 5 maggio il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici ha presentato le previsioni economiche della Ue per i 28 Stati membri.
PIL IN CRESCITA DELLO 0,6%.«Una vera ripresa ciclica è ormai in corso», ha assicurato, «ma dobbiamo fare di più per renderla perenne». E anche l’Italia, per quanto baciata dal sole, ha ancora tanto lavoro da fare.
Nonostante i dati previsionali più importanti dell’economia italiana siano infatti positivi – il Pil salirà dello 0,6% nel 2015 e dell’1,4% nel 2016; sempre nel 2015 ritorna anche l’inflazione con un +0,2% e inizia a scendere la disoccupazione che dal 13% si attesterà al 12,4% sia quest’anno sia il prossimo (a febbraio si stimava il 12,7%) – la Commissione europea mette in guardia dal solito pericolo: «La sfida maggiore per Italia è l’elevato debito pubblico con la crescita che resta debole, per questo serve una politica di bilancio prudente e un’agenda di riforme ambiziosa».
LA PRUDENZA SUL JOBS ACT. Il costo del lavoro scritto nelle previsioni, per esempio, incorpora la riduzione dei contributi sociali per i nuovi assunti che è stata stabilita con l’attuazione del Jobs Act. Ma sul fatto che il calo della disoccupazione possa essere considerato un effetto della riforma targata Matteo Renzi c’è molta prudenza: «Il Jobs Act aiuta sicuramente a parità di crescita, ma quello che serve, che conta davvero è la crescita», osserva una fonte a Bruxelles.
La Commissione ricorda che «nonostante le privatizzazioni previste dello 0,5%» nel 2015 il debito pubblico tocca il 133,1% del Pil ed è previsto un calo al 130,6% solo nel 2016.
I DUBBI SUL TESORETTO. A preoccupare è anche il deficit di bilancio annuale: rispetto alle previsioni fatte a febbraio «peggiora leggermente» (2,6%). Sebbene sia sotto la soglia del 3%, grazie soprattutto ai risparmi sugli interessi sul debito pubblico prodotti dall’immissione di liquidità della Bce con il quantitative easing, spiegano da Bruxelles, non mancano i «rischi collegati a possibili misure espansive aggiuntive annunciate nella Legge di stabilità ma non ancora dettagliate».
L’esecutivo europeo teme infatti che il cosiddetto ‘tesoretto’ quantificato in 1,6 miliardi di euro da Renzi possa presto sfumare perchè usato per ripagare, almeno in parte, i pensionati ai quali il governo Monti nel 2011 aveva bloccato la rivalutazione dell’assegno per il 2012 e il 2013. Il risarcimento è stato deciso dalla Corte Costituzionale con una sentenza definita a Bruxelles «una vera e propria tegola in testa per Renzi», e potrebbe costare alle casse dello Stato 10-12 miliardi di euro.

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