Mattarella senza scuse. È ora di far applicare la costituzione

Il risultato del voto referendario non lascia dubbi: i cittadini italiani hanno deciso di non toccare la propria Costituzione e di rigettare la modifica proposta dal governo Renzi.

Ma la valanga di voti del NO ha anche dato altre indicazioni, come ad esempio una sostanziale e sonora sfiducia di tutta l’azione dell’esecutivo e, aspetto ancora più importante, che il dettame costituzionale deve essere rispettato. Anche se in Parlamento esiste ancora una maggioranza di voti, grazie ad una legge elettorale dichiarata illegittima, si prenda atto che il popolo italiano l’ha clamorosamente sfiduciata.

Il problema infatti, ben presente negli animi e nelle menti degli italiani mentre completamente ignorato dalla classe politica, risiede non nell’esigenza di stravolgerla come proposto dal governo il 4 dicembre, ma di attuarla!

La nostra Costituzione, quella del ’48 per intenderci, in verità non è mai stata realmente applicata se non al 25%, mentre una sua puntuale osservanza avrebbe consentito e consentirebbe di risolvere o almeno attenuare, gran parte dei problemi che hanno afflitto e che affliggono ancora il nostro Paese.

Quella costituzione economica infatti, delineata in modo puntuale negli articoli della Carta, è stata nella pratica attuata se non marginalmente e da quando ci siamo legati ai vincoli esterni dei trattati internazionali, in primis Maastricht, è stata addirittura completamente ignorata e calpestata. Il trattato di stabilità (Fiscal Compact) ha poi dato il definitivo “colpo di grazia” con l’irresponsabile inserimento nel 2012 nella propria Costituzione del principio del pareggio di bilancio (art.81) grazie al governo “tecnico” di Monti, unico fra i 25 firmatari dei 27 paesi allora membri.

Vincolo che ha completamente inibito la possibilità di attuare quel modello economico disegnato originariamente nella Costituzione che prevedeva di perseguire la piena occupazione garantendo il giusto equilibrio fra democrazia, Stato e mercato invece di rincorrere ciecamente e irresponsabilmente la stabilità dei prezzi (contenimento fobico dell’inflazione) e il rigore dei conti pubblici fino al pareggio di bilancio.

Ma il 4 dicembre 2016, a 70 anni dall’altro referendum storico che diede vita alla Repubblica, ha chiaramente indicato che italiani non vogliono che si tocchi e tanto meno si stravolga la Costituzione per renderla compatibile con una Unione Europea e la sua moneta che non hanno mai dimostrato di mettere al centro degli interessi i cittadini ma esclusivamente le lobby delle multinazionali e della finanza internazionale. In sintesi se potessimo rispettare la nostra Costituzione dovremo immediatamente ripudiare l’appartenenza all’Unione Europea e all’euro per riprenderci la nostra Sovranità.

Il Presidente Mattarella, posto dal nostro ordinamento a supremo garante della Costituzione, non ha più scuse per non adoperarsi con ogni sforzo per farla attuare completamente: i cittadini italiani hanno ribadito con una valanga di NO che quella Carta scritta dai Padri Fondatori della nostra Repubblica non si stravolge e si deve far rispettare costi quel che costi ad iniziare dallo stralcio dell’articolo che prevede il pareggio di bilancio che non ne consente l’applicazione.

La Storia ci ha insegnato che chi va contro la volontà popolare si pone sempre dalla parte del torto perché in democrazia è il popolo Sovrano!

Tratto da Scenarieconomici.it